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Massaggi
ORIGINI DEL MASSAGGIO
Tra le azioni più arcaiche e naturali che l'uomo compie, vi è sicuramente quello dell'uso delle mani a scopo lenitivo. Difatti, risulta assolutamente istintivo porre le mani su di un punto del corpo dove si è percepito dolore praticando un leggero massaggio.
A questi antichissimi gesti, l'uomo, nella sua evoluzione, ha dato sviluppo ideando specifiche tecniche massive. Ovviamente ogni cultura ha definito le sue.
Così, oggigiorno, grazie all'evoluzione di queste procedure, è possibile apportare grandi benefici non solo al
corpo, ma, per effetto riflesso, l'azione del massaggio s'estende globalmente alla persona.
Con questa pratica cerchiamo di lenire dolori, apportare miglioramenti, ridurre affaticamento e stress, in sostanza, dare benessere.
Evidenziando, ancora una volta, l'importanza e, la profondità, del contatto umano.
Molteplici sono i motivi per sottoporsi ad un massaggio, ad esempio:
- massaggiare una zona dolorante del corpo
- massaggiarne un'altra al fine di migliorarne la funzionalità
- massaggiare gambe o braccia affaticate
- massaggiare un bambino per infondergli sicurezza
- massaggiare anche al solo scopo di ritemprare corpo e mente, ecc.
In pratica con il massaggio cerchiamo di lenire dolori, apportare miglioramenti ai tessuti, ridurre affaticamento e stress, in sostanza, ridare equilibrio al nostro organismo.
Alcune testimonianze della pratica del massaggio in epoche lontane.
Cina, nel 2698 A.C. alcuni documenti relativi al Kung-fu citano il massaggio come una delle pratiche più importanti per la cura del corpo. Già allora si capiva l'importanza dei riflessi neurovegetativi legati alla stimolazione delle aree del piede.
India, nel 18° secolo A.C. nei sacri testi Vedici si raccomanda il massaggio per la cura del corpo.
Egitto, ha lasciato una serie di documenti dove oltre ad indicare l'importanza del massaggio, se ne descrivono le diverse manovre.
Nei cinque secoli a.C. sia in Grecia che a Roma un buon numero di esperti in scienza medica tra cui Asclepiade, Ippocrate, Celso, Galeno, contribuirono allo studio scientifico delle terapie manuali.
In particolare Ippocrate (460-377 a.C., considerato il padre della medicina modera) ci lascia nei suoi trattati, delle indicazioni procedurali, che dettano già in quel tempo, la norma fondamentale del massaggio: dalla periferia al centro.
Anche i romani, cultori del benessere fisico e psichico, dopo fanghi, cure termali ed esercizi ginnici, usavano praticare il massaggio.
La repressione religiosa, nel Medioevo, si accanì persino contro la ricerca medica e scientifica in genere, ma, soprattutto, nei confronti delle terapie manuali ritenute libidinose, quindi, non accettabili.
Nel periodo rinascimentale, gli Arabi, grazie al filosofo Avicenna, praticavano la cura del corpo con il massaggio e gli esercizi ginnici.
La parola massaggio, sembra possa derivare dal termine arabo mass (maneggiare con dolcezza), ma anche dall'ebraico massech (tastare) o dal greco masso (impastare).
Un primo riconoscimento ufficiale delle tecniche massive, in ambito europeo, (Svezia) lo si deve all'opera del medico svedese Pehr Henrik Ling (1776-1839) il quale riuscì a fare riconoscere, nel suo paese, un'insieme di tecniche di ginnastica e manipolazioni, da lui stesso elaborate.
Poi, finalmente, nel 1947, in Francia, il consiglio superiore di chinesiterapia definì il massaggio come:
"Ogni manovra manuale o meccanica, che mobilizza con metodo i tessuti o i segmenti di arti ai fini estetici, igienici, sportivi, o terapeutici."
Legando, ad una prescrizione medica, il termine - terapeutici -.
Le diverse categorie del massaggio:
- Il massaggio igienico
- Il massaggio estetico
- Il massaggio sportivo
- Il massaggio terapeutico
Alcune tipologie di massaggio:
- Il massaggio Svedese
- Il massaggio Linfodrenante
- Il massaggio Connettivale
- Il massaggio Shiatsu
- Il massaggio Ayurvedico
- Il massaggio Thailandese
- Il massaggio Cinese
- La massaggio riflessogeno
- Il massaggio del bambino
- Il massaggio Estetico
Questa in sintesi la storia del massaggio dalle prime testimonianze sino ai giorni nostri.
Francesco Di Paolo